In volo sulle piramidi

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La storia di Theodor Kofler e delle sue fotografie aeree

A volte succede che da una moltitudine di carte e volumi, come quelli accumulati nelle vecchie biblioteche, salti fuori un documento che apre una finestra su personaggi e vicende dimenticate.  Se poi quello che emerge ha un qualcosa di eccezionale, subito si mette in moto una ricerca, resa appassionante dalla consapevolezza di ridare luce ad una storia e a un personaggio straordinario.
E’ quello che è successo con il ritrovamento di un album di fotografie aeree, stampate col procedimento argento-gelatina e datate 1914, che raffigurano alcuni dei principali siti archeologici dell’antico Egitto e che sono le prime a riportare le immagini dall’alto di questi luoghi con i loro monumenti. L’album contiene 22 fotografie di grande formato e faceva parte della biblioteca di un noto egittologo e appassionato fotografo francese, Alexandre Varille, che era stata acquisita nel 2000 dall’Istituto di Egittologia dell’Università di Milano su iniziativa della professoressa Patrizia Piacentini. Una testimonianza storica unica, del cui autore non si sapeva in quel momento nulla se non il suo cognome: Kofler.

La firma di T. Kofler
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Con il ritrovamento di questo materiale e partendo dalle pochissime informazioni e riferimenti a disposizione, si è riusciti attraverso una ricerca dai connotati quasi polizieschi durata diversi anni a individuare questo personaggio, a dargli un volto e a ripercorrerne la storia della vita. E’stata la ricostruzione di un vero puzzle, mettendo assieme qualche scarno riferimento sui giornali dell’epoca, analizzando le fotografie e incrociando i dati piano piano venuti alla luce, a volte anche in modo fortunoso da archivi anagrafici e carte militari. La ricerca è partita procedendo in diverse direzioni, apparentemente tutte molto distanti fra loro: un nome tipico dell’area alpina italo-austriaca, l’Egitto del Cairo e delle piramidi, un campo di prigionia a Malta ed il mondo dei primi aeroplani e delle imprese aviatorie.  Il quadro d’assieme si è ricomposto solo alla fine e, per una strana coincidenza, esattamente a cento anni di distanza da quell’evento particolare.  Si è così riusciti a risalire al suo nome, Theodor ed è apparsa anche la prima immagine di lui, venuta alla luce quasi per caso, su un album di ricordi del 1916, con disegni e dediche, appartenente ad un ufficiale britannico in servizio a Malta durante la prima guerra mondiale. Grazie a questa foto e a poche altre si è riusciti finalmente a dare un volto ad un personaggio di cui si erano perse per tanti anni le tracce.

KOFLER
nello studio di malta
La storia di Theodor Kofler è quella di un giovane fotografo, che ai primi del 900 lascia l’Europa per L’Egitto, in cerca di fortuna e di affermazione professionale. Viene dall’Austria dove è nato, attirato dalla possibilità di affermarsi come fotografo in un paese lontano ma ricchissimo di storia e che offriva in quel periodo grandi prospettive. Nei primi anni lavora in collaborazione con altri studi fotografici della capitale e nel 1908 apre il proprio “Cairo Studio” in Sharia el-Manach 10. Di questo periodo rimangono poche immagini firmate, con edifici della capitale egiziana e i famosi siti archeologici frequentati dai turisti in vacanza al Cairo, ma comincia a farsi conoscere negli ambienti che contano per le sue capacità professionali.
1916
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Giza 1910 ca. Foto di Theodor Kofler
In lui non vi è però solo l’ambizione di realizzarsi ed avere successo ma anche la curiosità e la voglia di sperimentare nuove vie nell’utilizzo della macchina fotografica. Una passione che vuole concretizzarsi al di là della classica ripresa di figure ed ambienti.
I voli sul Cairo e a Luxor
La grande occasione gli viene offerta da un avvenimento legato agli esordi, in quegli anni, dei primi voli aerei ed ai primi grandi viaggi che portano i piloti con i loro velivoli a raggiungere località sempre più lontane. Siamo nei primi giorni di gennaio del 1914. Kofler è già da una decina d’anni al Cairo. Ha trentasei anni ed ha già acquisito nel mondo egiziano oltre ad una buona esperienza anche una certa fama professionale che lo ha portato a collaborare anche con riviste e quotidiani internazionali.
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Al Cairo c’è grande entusiasmo e curiosità per la presenza dei piloti e degli aerei giunti dalla Francia al termine del raid aereo Parigi–Cairo, una delle prime competizioni fatte con velivoli su lunghe distanze. Per più giorni all’aerodromo di Heliopolis, vicino al Cairo, si assiste ad una serie di manifestazioni ed esibizioni aviatorie che destano grande curiosità fra il pubblico. Per alcuni spettatori fortunati e coraggiosi si presenta l’occasione di vivere la prima esperienza di volo.

Aerei a Heliopolis
FOTO KOFLER nella copertina della rivista SCIENTIFIC AMERICAN                                                   





Per Theodor Kofler, che come altri fotografi è presente alle manifestazioni aviatorie, si presenta così la possibilità di sperimentare per la prima volta la ripresa fatta dal cielo di quei posti che altre volte aveva fotografato, ma da tutt’altra prospettiva. Gli eventi che si verificano in quei giorni sono infatti un’occasione unica: è la prima volta che atterrano in Egitto i nuovi fantastici apparecchi in grado di volare e con la possibilità di trasportare passeggeri. Conosce Marc Bonnier, il pilota francese arrivato il giorno di capodanno ad Heliopolis a bordo del suo Nieuport VI al termine del Raid Parigi-Cairo, e lo convince a farsi portare in un giro panoramico attorno alle piramidi. Siamo ai primi giorni di gennaio ed appaiono così per la prima volta le straordinarie immagini dall’alto della piana di Giza con le piramidi.
Ma Kofler, non ancora soddisfatto delle poche immagini aere scattate, ha una seconda occasione e approfitta di Louis Olivier, un altro pilota francese arrivato in Egitto nel dicembre del 1913 per partecipare ai meeting aviatori organizzati al Cairo per la stagione invernale. Olivier guida un biplano Farman HF, aereo che per la sua conformazione, consente più agevoli riprese fotografiche.  Con lui Kofler effettua un volo attorno ad Heliopolis, scattando fotografie panoramiche della città.





1914
 
Marc Bonnier con il Nieuport - Foto Kofler                                                                  Piramidi di Giza - Foto n.3
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L'aereo Farman Balcanic di Olivier a Giza
Aereo Farmann in volo su Giza "Sport im Bild"1914              Olivier a Luxor                                                                                 Ramesseum - Foto n.18
Queste sono esperienze che preludono ad un altro volo, questa volta più a sud, verso Luxor a 650 chilometri dal Cairo. Raggiunge la località sulle rive del Nilo nell’aprile del 1914 e sempre a bordo dell’aereo di Olivier, che era lì giunto con il nuovo aereo, ha l’occasione di fare un nuovo tour e scattare diverse fotografie. Questa volta riprende dall’alto tutti i siti  archeologici più importanti della zona, con gli antichi edifici di Karnak e di Tebe sulle due sponde del Nilo.  Una sequenza spettacolare di immagini, che offre per la prima volta una ampia panoramica aerea di alcune delle meraviglie archeologiche dell’antico Egitto. Ne nasce l’album fotografico, dove Kofler raccoglie molte di queste istantanee. Una sequenza di immagini uniche per quel tempo, forse destinate alla collezione di un committente particolare, ma certamente anche frutto del desiderio di realizzare qualcosa di nuovo e speciale. Alcune di queste fotografie vengono utilizzate negli anni 30 nelle pubblicazioni a tema storico documentaristico di alcuni studiosi e archeologhi come Jean Capart. Nel suo archivio è stata fra l’altro ritrovata l’unica riproduzione nota, firmata Kofler 1914, della fotografia n. 4 mancante nell’album di Milano.
Colossi di Memnone - Foto n.11                                                                                       Luxor - Foto n.4
E’ questo un periodo sicuramente straordinario per Kofler che termina però presto ed in modo traumatico perché altri fatti eccezionali avvengono di lì a poco. Sono quelli che portano allo scoppio della prima guerra mondiale. Come cittadino austriaco e quindi “nemico” nell’Egitto di allora sotto il controllo inglese, viene imprigionato e condotto nel novembre 1914 al campo di prigionia sull’isola di Malta. Qui assieme a molti altri, tra cui l’amico connazionale Heinz Leichter, anche lui fotografo con studio al Cairo, trascorrerà alcuni anni lontano dalla famiglia e dai posti che ormai sono diventati la sua casa e il suo mondo.  Può ancora praticare la sua professione all’interno del campo, raccontando con le immagini la vita e gli uomini costretti alla lunga permanenza sull’isola.  Di tutto ciò è rimasta una ricca documentazione fotografica che uscendo dagli album ricordo dei compagni di prigionia è via via riemersa nel corso degli anni. Rientra in Egitto nel 1916 ma è costretto a lavorare ancora per alcuni anni come fotografo nei campi di reclusione vicino ad Alessandria. Anche di questo periodo rimangono diverse immagini scattate ai detenuti ed agli ambienti.
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Kofler – fotomanifesto del 1918 con il campo di prigionia di Sidi Bishr-Alessandria

I voli per Kofler sono ormai solo un ricordo e anche dopo il suo ritorno in Egitto e la ripresa della normale attività di fotografo, di quelle immagini eccezionali non si trovano più cenni. Nel dopoguerra per circa un trentennio, dopo aver riaperto il suo Kofler’s Cairo Studio prima in Sharia el-Manakh 17 e poi in Avenue Fouad I, continua la sua vita nella capitale e si afferma come fotografo molto conosciuto in tutti gli ambienti importanti.  Esiste una ricca produzione di immagini con personaggi, ambienti ed edifici egiziani di questo periodo, che portano la firma di Kofler e che si stanno oggi riscoprendo man mano che arrivano sul mercato collezionistico.

 

Foto di gruppo a Giza Kofler 1928                                                                                                  Kofler - Dispensaire
Gli eventi storici della seconda guerra mondiale, con L’Egitto che abbandona la monarchia e vede nascere un nuovo stato con nuovi orientamenti politici, costringono Theodor Kofler nel 1952 a lasciare il paese per spostarsi prima in Kenya, dove raggiunge il figlio Wilhelm, e poi in Tanzania. In questa parte dell’Africa vive gli ultimi anni di vita, fino al 1957, quando muore a Bukoba, sulle rive del lago Vittoria. Da qui nasce il Nilo e Kofler, alle sorgenti del grande fiume finisce la sua esistenza, al termine di in un percorso simbolicamente a ritroso che lo ha portato lungo il fiume della vita a ricercare le proprie origini.
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ANDREA P.
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